16 ottobre 2012

Sockerbullar. Ovvero i miei panini dolci di Skansen.



Eccomi, anche quest'anno desidero contribuire  anche io al World Bread Day in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione
E siccome è una giornata mondiale, appunto, e non finisco mai di stupirmi di quanto in ogni luogo mi trovi si sfornino pani dal profumo e dal sapore indimenticabile, per quest'anno lascio la splendida romagna con i suoi crescioni ripieni e vado in Svezia dai Sockerbullar, ovvero panini dolci al cardamomo che per l'occasione presento in una versione tra le mie preferite.
Si tratta dei Vaniljfyllda sockerbullar, un nome non semplicissimo per noi, ma in compenso davvero facili da realizzare.
Li ho mangiati per la prima volta a Skansen, un'isola che compone la città di Stoccolma e che accoglie il più grande museo a cielo aperto d'Europa. 
Era poco prima di Natale quando approdammo su quest'isola con un tram pieno di gente allegra e chiusa in tute da neve di tutti i colori. 
E' tradizione infatti andare lì per il famoso mercatino di Natale, ma anche per sentire i cori che spuntano tra le case che ospitano gli antichi mestieri e camminare col freddo che ti porta l'odore degli abeti. Per fermarsi poi a mangiare panini e zuppe calde o a ballare e cantare tutti in cerchio. E io lo feci...
Proprio all'inizio di questo splendido parco, c'è una casetta piccola piccola che ospita un piccolo forno. Che sforna pani e panini dolci di ogni sorta e che tutti si fermano a comprare appena arrivati. 
Tra questi ci sono anche i sockerbullar ripieni di crema alla vaniglia. 
Ho scelto questi panini per festeggiare il pane e la sua formidabile importanza perché per gli svedesi i bullar esprimono un modo di vivere: appena dolce, morbido e da assaporare godendosi un momento di gioia.
Mi piace tanto quello che ho vissuto lì, ho sognato di esserci molte volte e ho avuto modo, anche se per poco tempo, di apprezzare la loro iniziale ruvidezza che si apre sempre in un sorriso, i bambini che fuori dall'asilo giocano imbacuccati sotto una pioggia incessante senza apprensioni, i cani che entrano in negozi e mezzi pubblici, la mancanza di smancerie mascherate, un uomo brillo che senza che nessuno glielo chiedesse ci ha fermato e mandato a mangiare nel luogo migliore della città (a prezzi di tutto rispetto!). E tanto altro che rimane un po' segreto un po' in disparte, ma non meno intenso.
Allora se penso di rendere omaggio a una cosa tanto importante quel è il pane, quest'anno mi viene di pensare proprio ai piccoli panini e a un modo dolce e gioioso di vivere.




ingredienti
360 g circa di manitoba
60 g di burro
1 uovo
25 g di lievito di birra
50 g di zucchero di canna
150 ml di latte
mezzo cucchiaino di sale
8/9 bacche di cardamomo

per la crema alla vaniglia
3 tuorli
mezzo litro di latte
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di farina
mezza stecca di vaniglia


Giornata Mondiale Pane 2012 - 7 ° edizione!  Cuocere pagnotta di pane il 16 ottobre e blog su di esso!Prelevare dalle bacche di cardamomo i semini e pestarli in un mortaio. Mettere sul fuoco il latte con i semi ridotti in polvere  e scaldare fino a una temperatura di 36-37°C. Sciogliervi il lievito di birra e attendere un paio di minuti che si attivi.
Versare il latte con il lievito sciolto in un contenitore, aggiungere, amalgamando, lo zucchero, l'uovo, il burro ammorbidito e, infine, il sale. Versare poi un po' alla volta la farina, e lavorare finché risulta un impasto liscio e solo un po' appiccicoso. Infarinare leggermente il piano di lavoro e formare un cilindro dal quale andremo a ricavare circa 9/10 pezzi con cui formeremo delle palline. Lasciarle lievitare per un paio di ore, fino al raddoppio, in teglie rivestite di carta da forno, coperte con un panno. 
Nel frattempo preparare la crema: intiepidire il latte con i semini prelevati dalla stecca di vaniglia. In un recipiente antiaderente amalgamare i tuorli allo zucchero, lavorandoli un po' con una frusta a mano. Unire e amalgamare bene la farina e versare il latte tiepido a filo, girando. Mettere sul fuoco e, sempre girando, attendere l'ebollizione. Far bollire due o tre minuti e spegnere.
Quando in nostri sockerbullar saranno raddoppiati, possiamo farcirli di crema con l'aiuto di una siringa per dolci.
Mettere in forno preriscaldato a 180°C per 12/14 minuti, o finché non saranno dorati. Una volta freddi spolverarli di zucchero a velo oppure passarli nello zucchero semolato.



21 commenti:

Mela e Cannella ha detto...

eh ma che cosa buona è???? mi piace oggi vedo pane ovunque non che la cosa mi dispiaccia anzi XD un baciooo

Valentina ha detto...

*marcello! troppo felice di averti qui, ma lo sai che sto facendo? ho appena raccolto ben otto pagine delle tue ricette e mandate in stampa. non vedo l'ora di mettermi all'opera per ritrovare i tuoi sapori. ma quando lo fai un libro? che così ce l'ho tutte sotto gli occhi! baci amico mio.
p.s. dimenticavo, questi sono dei semplici paninetti buoni buoni e morbidi e leggeri e si fanno in un attimo...:)

Mela e Cannella ha detto...

Ma valeeeee che belloooo grazieeee =))) e magariii tu sai come si fà??? perchè secondo me è molto difficile comunque si mi piacerebbe bah vedremo vedo che questi sono buoni buoni <3 un bacio sorellona ;)

Valentina ha detto...

*marce, macchè, purtroppo non ho la minima idea di come si faccia, ma forse a volte basta proporsi? organizzare un progetto, chiarirsi le idee, lavorare sul proprio talento e proporsi. e proporsi ancora e non perdere mai il sorriso e continuare con la stessa incosciente passione. sai, un mio amico sono anni che scatta foto, lui predilige il reportage. si è sentito dire tanti no, finché "il sole 24 ore" ha pubblicato sul suo settimanale un suo lavoro sulle fabbriche sociali a buenos aires. e gli ha dato pure un bel po' di soldini! :)

Mela e Cannella ha detto...

eh beh allora speriamo di avere fortuna io ho proposto il mio blog a qualche casa editrice mò vedremo ;)

simona ha detto...

tesoro ma che bella ricetta in onore di questa giornata speciale che ci hai regalato.. i tuoi panini dolci mi ricordano tanto dei krapfen con della crema alla vaniglia super super golosa.. ma leggendo con attenzione ingredienti e procedimento parliamo di altro! segno quindi subito i sockerbullar che meritano di essere assaggiati quanto prima! un abbraccio tesoro e buona serata:*

Valentina ha detto...

*simona, è vero, sembrano proprio dei krapfen! ma il sapore e la consistenza sono diversi, l'impasto è la base per tutti i tipi di bullar, panini dolci, che gli svedesi preparano in tantissime versioni. che non vedo l'ora di sperimentare e raccontarvi...baci!

Patrizia ha detto...

Molto ma molto buoni!!! Un bacio!

Valentina ha detto...

*pat, grazie! sapessi che profumo che resta in casa...baci.

Ilenia ha detto...

Amo la Svezia e la cultura di quel paese, sempre avvolto da un'atmosfera fatata. Ottima ricetta e complimenti per il blog, che metto subito tra i miei link. A presto!

Valentina ha detto...

*ilenia, sono appena passata da te e non so quante cose abbiamo in comune...dall'età dell'innocenza (stupendo sia il film che il romanzo), all'irlanda, i traslochi, il coffe-book (proprio ieri dicevo al mio ragazzo di questo sogno!)...felice, davvero felice di averti incontrata. :)

Fabiano Guatteri ha detto...

Questi panini dolci non li conoscevo proprio. Mi piace il tocco speziato del cardamomo e la piacevolezza della crema che li farcisce.

Valentina ha detto...

*fabiano, spero tu li possa un giorno assaporare a Stoccolma. non li dimenticherai più!

Sara ha detto...

Che splendido racconto e che atmosfera magica...a volte il cibo è quel qualcosa in più per trattenere e rivivere i ricordi e le sensazioni di un posto in cui siamo stati bene. E il pane direi che è "il Cibo" universale!
grazie per questi panini li proverò devono essere deliziosi!!!

Valentina ha detto...

*sara, sono felice che li vuoi provare! il cibo è forse il regalo più bello che ogni volta scelgo di portarmi via da un viaggio. se poi riesco a riprodurre un sapore, sì, è davvero una piccola magia!

laura ha detto...

Finalmente riesco a passare di qua per lasciare il mio commento: si perchè io questi dolci lievitati li adoro!!!Mi ricordano un periodo della mia infanzia in cui uscire con mia madre significava meritarmene uno tutto per me :-) che delizia!A presto!

P.s. Vale, la tua tapenade sta accompagnando i miei pasti e non so come dire... credo di aver sviluppato una dipendenza è veramente buonissima!

Valentina ha detto...

*laura, davvero? li avevi già mangiati da piccola? oh, che bimba fortunata! ma la tua mamma ha a che fare con la scandinavia oppure ne esistono simili con altre origini? sono curiosa!
p.s. sono felice per la tapenade, ti mando subito la ricetta. ;)

laura ha detto...

Ciao Vale, si ne mangiavo di simili, morbidi e con zucchero sulla superficie, in un vecchio forno del mio paese, li consideravano dei maritozzi ma io non ne ho più mangiati di simili altrove :-( gli ingredienti anche se in quantità differenti sono gli stessi dei sockerbullar ma non ho la certezza siano simili certo è che adoro questo genere di dolci. :-)

Vale - SaleQuBi ha detto...

Ma sai che questi panini in Svezia me li sono proprio persa?
E mi sono anche persa il World Bread Day...
Insomma, mi sa che mi sto lasciando indietro un po' troppe cose.
Quindi tento di recuperare segnandomi intanto la ricetta, ma poi mi sa che sarò obbligata ad andare anche a provare gli originali :)
Cosa non si fa per la scienza..

Valentina ha detto...

*vale, nell'istante stesso in cui t'ho vista arrivare col tuo commento, ho realizzato quanto mi sei mancata! è vero, cosa non si fa per la scienza, e io pure lo farei...;)

Vale - SaleQuBi ha detto...

Uffi hai ragione, ho latitato troppo ultimamente.
Ma ora basta, devo darmi delle priorità.
Come per esempio ogni mattina prima del caffè controllare il tuo blog per non perdermi più altri post :)

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